ildoppioperfettoIl doppio perfetto” è il primo romanzo di Anna Rambaldi, edito da IlmioLibro.it. Da qualche tempo Anna mi parlava della necessità di mettere nero su bianco alcune storie che le frullavano per la testa: complice un amico di famiglia con tanti aneddoti da condividere e con cui far divertire i presenti, la trama di un racconto sembrava incalzare e cercare una sua dimensione concreta.

Nel suo esordio letterario, Anna ci porta a Spoleto assieme al protagonista principale, il cosiddetto Professore, un amante dell’arte, della cucina e della cultura che si trova catapultato in una sorta di realtà che ha dell’incredibile. Girovagando per Spoleto, infatti, l’anonimo turista non è più anonimo ma è bensì la controfigura, a sua insaputa, di un noto avvocato della zona.
Finchè gli scambi riguardano situazioni circostanziali al ristorante o per strada, il protagonista tenta di non farvici caso, ma non appena entrano in gioco dilemmi morali e questioni d’etica, la faccenda assume contorni del tutto accattivanti e, forse, inquietanti. Il Professore si ritrova a ricevere un assegno e a combattere con l’idea di utilizzare quel denaro per mettere in atto il progetto di una vita. L’amico Telesforo lo aiuterà a risolvere l’intrigo e a cercare il suo “doppio perfetto“, in un clima teso, divertente e grottesco che riserva sorprese inattese e risvolti ancor più incredibili.

Ma diamo la parola ad Anna, la creatrice di questa avventura.

Grazie, Alessio, per l’ospitalità nel tuo blog e un caro saluto a tutti i tuoi lettori. Sono molto contenta di parlare del mio romanzo d’esordio in questa sede, con un pubblico di amanti della letteratura, nel ‘salotto virtuale‘ di uno scrittore emergente.
Per quanto riguarda la genesi del racconto, ho iniziato a scriverlo ad aprile 2012, in un momento in cui sentivo la necessità di riprendere in mano ‘carta e penna‘. Era da tanto che non scrivevo nulla di mio, che non fosse in qualche modo legato agli studi. Per tanto tempo, infatti, durante e dopo le scuole superiori, mi è risultato difficile tornare a narrare storie inventate da me, dopo aver letto e analizzato sui banchi di scuola i più straordinari romanzi della storia della letteratura. Provavo una sorta di ‘complesso d’inferiorità‘! A marzo – aprile di tre anni fa, invece, ho voluto fare un tentativo per rimettermi in contatto con la mia parte ‘creativa‘, e così ho iniziato a scrivere questa storia, per la quale ho preso spunto da un fatto realmente accaduto a un professore, caro amico della mia famiglia da tanti anni. Poche settimane dopo essermi messa al lavoro sul ‘Doppio perfetto‘, purtroppo, c’è stato il terremoto e il tempo libero si è ridotto drasticamente – con alcuni amici abbiamo creato un’associazione per raccogliere fondi da devolvere alla ricostruzione del paese in cui vivo, a San Carlo di Ferrara, attività che mi ha portato via molto tempo ed energia. Perciò l’attività di scrittura ha di nuovo subìto una battuta d’arresto. Alla fine, però, dopo un percorso di crescita personale basato sulla bioenergetica durato vari mesi, ho ritrovato l’energia giusta per concludere questo racconto, che era rimasto ‘chiuso in soffitta‘ per troppi mesi.Per conoscere meglio il libro di Anna, ecco alcune domande a riguardo.

Per conoscere meglio il libro di Anna, ecco alcune domande a riguardo.

1. “Il Professore“, il personaggio principale del tuo romanzo, viene sempre scambiato per un noto avvocato di Spoleto. Questo fatto è realmente accaduto? Che impatto ha avuto sul vero professore?

Il fatto dello scambio di persona è realmente accaduto, quando il prof. si trovava in visita a Spoleto per assistere all’Umbria Jazz Festival. Ed è accaduto ripetutamente, fino ad arrivare all’episodio dell’assegno di cui parlo nel Doppio Perfetto (“E’ pronto il suo assegno, Avvocato!”). Nella realtà, questo scambio d’identità ha rappresentato per il mio amico un qualcosa di curioso e strano da ricordare con un sorriso, mentre nel romanzo assume i connotati di una tribolazione più profonda, legata alle aspirazioni e alle paure del protagonista stesso.

2. I personaggi che girano attorno al professore hanno tutti nomi molto particolari, in particolare l’amico fidato, Telesforo. Come hai individuato questi nomi, e ci sono ragioni dietro queste scelte?

Il nome Telesforo è un appellativo che appartiene a uno dei personaggi “storici” di San Carlo; ricordo che quando l’ho sentito nominare per la prima volta nel corso di una cena, ha colpito la mia attenzione (e mi ha fatto ridere) a tal punto che ho voluto assegnarlo a questo personaggio. Mi piace il suo suono allo stesso tempo “pomposo” e divertente. Un altro nome particolare che compare nel libro è Masuyo, la proprietaria del ristorante giapponese. Il suo significato è “colei che dà benefici al mondo” e l’ho scelto perché, nel racconto, il suo intervento è fondamentale per lo svolgimento della storia e la “soluzione dell’enigma”. Altro appellativo piuttosto insolito è quello di un amico del Professore: Tòrseo, detto anche Santònego. Entrambi mi sono stati suggeriti dal protagonista stesso, il “vero” professore, che me li ha indicati per il loro suono tipico della lingua veneziana (il professore, nel romanzo, ricorda alcuni episodi legati agli studi a Venezia).

ildoppioperfetto13. Il cibo e l’arte sono elementi ricorrenti del romanzo; sono passioni del professore o sono passioni della scrittrice?

Sono assolutamente interessi comuni al personaggio e alla scrittrice! Credo che andiamo particolarmente d’accordo anche in virtù di queste passioni condivise.

4. Quali emozioni hai provato nello scrivere il romanzo? E quali emozioni vorresti provocare nel lettore?

Nello scrivere questo breve romanzo, ho provato la gioia di re-immergermi nella scrittura dopo un lungo tempo di assenza; inoltre ho trovato interessante, e in qualche modo divertente, trovarmi ad immaginare come avrebbe agito il mio amico professore nel frangente che ho immaginato nella seconda parte della storia. La parte iniziale e i tratti principali del protagonista, infatti, sono stati resi abbastanza fedelmente, poi le esigenze narrative mi hanno portato a scostarmi dalla vicenda e dal personaggio originali nella seconda parte del racconto, nella quale ho introdotto ex novo eventi e personaggi.
Sarei entusiasta se il lettore si sentisse coinvolto nella storia e riuscisse a immaginare i pensieri del protagonista; spero anche di essere riuscita a creare, in certi passaggi, quel senso di suspance e quell’ironia che avevo in mente durante la creazione della storia.

5. Ci saranno nuove storie del professore? Scopriremo mai il suo nome?

Ho già iniziato a scrivere il seguito e spero di completarlo in tempi brevi! Il vero nome del Professore è Fausto, ma nel libro l’ho chiamato Aurelio, in semi-assonanza con il nome del suo doppio, l’avvocato Augusto Menichetti.

Potete acquistare “Il doppio perfetto” su IlmioLibro.it sia in versione cartacea che in eBook! Un romanzo veramente consigliato che mi ha divertito, intrattenuto ed affascinato. Un ottimo esordio ed un libro leggero, spigliato ed ispirato! Chi avrà occasione, non si perda la presentazione del romanzo alla sabato 18 luglio alle ore 17.30 alla libreria Bianconiglio di via Indipendenza a Sermide (MN).

Facebook: Anna Rambaldi Autrice


1 commento

E se il caffè di Ferrara fosse magico? | Alessio Fabbri · Ottobre 15, 2015 alle 12:47 pm

[…] parlarvi di un racconto speciale dall’aroma intenso! Qualche tempo fa ho dedicato questo articolo del mio blog al libro dell’autrice Anna Rambaldi, “Il doppio perfetto” disponibile su […]

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