citazioneLa citazione che si può leggere nel retro del mio romanzo “La Magiara” recita: “Era il sangue delle mie origini. La lingua che mi aveva spiegato che la donna aveva una voce. Ero io, in ogni forma e in ogni colore“.

Vorrei soffermarmi su qualcosa che mi è capitato in diverse istanze: ogni volta che ho richiesto di poter parlare del mio romanzo ad un pubblico femminile (in un blog dedicato o in un’associazione o ad un circolo di lettura femminile) ho trovato freddezza e chiusura: “Ospitiamo solo autrici” o “Mi dispiace ma il nostro calendario è già fin troppo fitto e in ogni caso presentiamo di solito libri scritti da donne“.

Ma torniamo un pò indietro, a quella voce cui faccio riferimento nella citazione: la scelta di narrare l’opera in prima persona è stata del tutto spontanea. Avevo tutta l’intenzione di creare un’atmosfera intima col lettore, che potesse quindi interpretare ed immedesimarsi direttamente nelle vicende che capitavano alla voce narrante come ho fatto io nel processo di scrittura. La voce della protagonista, Agnese Mallasz Salisbeni, è una voce che la donna, nel determinato periodo storico nel quale si svolgono gli eventi che desideravo narrare, non ancora ha acquisito.

I diritti delle donne, specie in Italia, hanno cominciato ad essere valutati, vagliati, concessi e considerati acquisiti solamente dal secondo dopoguerra in avanti. Il ruolo delle donne nella Resistenza Italiana ha decisamente contribuito al grande passo in avanti che, coi decenni a venire, s’è cercato di stabilire e concretizzare.
Per anni ho letto libri che vedevano protagoniste femminili subire, lottare, con fierezza e coraggio. Affascinato da queste eroine e dalle storie vere che mi hanno ispirato, ho cercato di spiegare Agnese nel miglior modo in cui potessi. Mi sono calato nei suoi panni e mi sono chiesto: in quali ristrettezze e privazioni viveva una donna dell’epoca, se per di più doveva persino seguire i dettami di una società aristocratica e benpensante?

Si tratta di un’indagine che certamente può fornire spunti di dibattito e che si presta ad un’elaborazione di ciò che conosciamo dell’epoca per poter altresì completare il quadro di ricerca. La scelta, quindi, di non voler ascoltare l’autore di un libro solo perchè è uomo come potremmo definirla? Questo cos’è, se non sessismo? Che argomenti validi ed interessanti debbano essere valutati attraverso il criterio del CHI li ha scritti assume toni discriminatori e del tutto fuori luogo. Sono sempre stato dell’idea che è il contenuto delle idee, e non il portatore di esse, che dev’essere sottoposto ad un giudizio. Questa è la mia prospettiva a riguardo, perché dove c’è libertà di discussione, allora c’è anche crescita e conoscenza.


8 commenti

silviacavalieri · Settembre 6, 2015 alle 3:07 pm

Pare effettivamente una forma di discriminazione. Potresti proporre loro di leggere il libro, può darsi che, a lettura ultimata, ti accolgano con un sorriso!

    alessiofabbri · Settembre 7, 2015 alle 5:40 am

    Certo, questa potrebbe essere una soluzione. Ma chi non vuole darti spazio in un contesto letterario, poi vorrà leggerti anche solo nel provato? Tentar non nuoce!

      silviacavalieri · Settembre 7, 2015 alle 10:18 am

      Hai ragione! Se poi aggiungiamo che è già così difficile sempre e comunque farsi leggere…

        alessiofabbri · Settembre 7, 2015 alle 3:03 pm

        Esattamente!! Grazie del supporto!!

semeradicefoglia · Settembre 10, 2015 alle 8:31 am

E’ molto triste quando le persone diventano ancora più estremiste degli estremisti che credono di combattere…
Continua a scrivere, a immedesimarti, a proporti: il mondo ha troppo bisogno di uomini come te per farti fermare 🙂

    alessiofabbri · Settembre 10, 2015 alle 1:12 pm

    Sono parola stupende che condivido e che apprezzo molto. Grazie di cuore!! 😉

lostflavague · Settembre 10, 2015 alle 8:30 pm

Ciao Alessio, ti ringrazio di essere passato dalle mie parti. Questo post mi ha incuriosita molto, così come il tuo romanzo che spero di avere occasione di leggere.
L’esperienza che hai avuto non è unica, tutt’altro, e pensa che addirittura capita a esponenti della comunità LGBTQIA+. Purtroppo non tutti i femminismi sono includenti, il che è francamente assurda. Diffida da loro e cerca luoghi più accoglienti, oltre che persone più concilianti.
Ti seguo volentieri, a maggior ragione perché sei anche tu fan della buona e cara zia Woolf.
Saluti!

    alessiofabbri · Settembre 12, 2015 alle 7:58 am

    Ciao, e grazie di queste belle e calde parole. La Woolf è la mia primaria fonte d’ispirazione per quanto riguarda i miei scritti. Fra lei e Fitzgerald (che ha uno stile completamente diverso) mi trovo a trarre spesso ispirazione più da lei, da quella narrazione così impercettibile ma profonda. Grazie di essere passata di qua!

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