FioraTurchiDopo diverso tempo ci avevo quasi rinunciato: non avrei mai scoperto la data di morte della mia quadrisavola Fiora Turchi. Nata il 15 gennaio 1792 vicino a S. Benedetto in Alpe, portava il nome della nonna materna. Ella perse la madre Caterina Bandini nel 1794 (quando lei aveva appena due anni), in seguito ad un parto gemellare.

Fiora visse col padre Giuseppe, la matrigna Teresa, il fratello ed i fratellastri fino a quando l’intera famiglia non si spostò verso Nord, in una parrocchia limitrofa. Qui conobbe e sposò Antonio Vespignani, un colono possidente, il 2 giugno 1820. Le nozze avvennero in circostanze del tutto eccezionali, in quanto Fiora era già incinta e stava per partorire: infatti esattamente due giorni dopo nacque il primogenito, Domenico. La coppia ebbe in totale sei figli: i primi due, Domenico e Lucia, morirono neonati; il terzo era un nuovo Domenico e visse fino all’adolescenza, mentre gli ultimi due nati, Domenica (nel 1829) e Pietro (nel 1833), diventarono anziani.
Domenica avrebbe poi sposato Giovanni Fabbri nel 1854, ed è quindi la mia trisnonna. Ma tornando a Fiora… Il mio raggio di ricerca era decisamente limitato: Fiora era viva e vegeta nel 1841 (come risultava dal censimento del Granducato), ma Domenica aveva dato il nome di sua madre alla sua prima figlia femmina (nel 1861, Fiora Fabbri). Questo poteva indicare che Fiora era morta prima di quella data. Una ventina d’anni in cui cercare, spulciare, riporre ipotesi.

Poi ecco spuntare la verità. S’apre un registro, quasi per caso, come spesso accade.
coleraEd ecco quel nome che appare: Fiora Turchi è morta il 12 settembre 1855, ma un’annotazione a piè di pagina di Don Dapporto mi chiarisce anche le cause, come se questa lunga attesa fosse premiata di nuove informazioni nascoste dal caso per fin troppo tempo.
Fiora era affetta dal colera, una malattia che si era diffusa all’inizio di quell’anno in tutta la Toscana, giungendo da diverse zone dell’Italia e penetrando nell’entroterra grazie allo spostamento di persone infette. Grazie al libro “Sul colera asiatico che contristò la Toscana” scopro che “Poco dopo l’invasione colerica della citta di Modigliana e del resto della intiera di lei comunità, la malattia si manifestò pure in quella di Tredozio“. A quanto pare, il virus si diffuse molto rapidamente ed in quella zona (nella vicina parrocchia di S. Maria in Cuzzano) in agosto si verificò il primo caso: “Risulterebbe dal Bullettaio di quella delegazione e nella persona di certo Fabbri di Tredozio che infermò nel vicino popolo di Cuzzano ove trovavasi di passaggio. Intorno al quale primo caso di malattia, sebbene non si abbiano nè dettagli né particolari informazioni , pure sembra facile derivarne il nesso da Modigliana, con cui non solo la comunità di Tredozio ha comune giurisdizione governativa come che dipendente dalla stessa delegazione, ma è anco contermine per un lato, mentre per li altri lo è con quella di Marradi e di Rocca S. Casciano, che a quell’epoca erano già infestate dal Colera“.

fioraneisecoliDi Fiora rimase quindi il nome, già tramandatole anticamente e poi donato alla nipote che mai conobbe. Ho quindi riassunto qui a lato il “viaggio” del nome Fiore/Fiora nei secoli, partendo dall’antenata settecentesca. Come si può dedurre dall’albero genealogico, Fiora Fabbri, morì poi nel 1884 ed in sua memoria il fratello del mio bisnonno Domenico chiamò Fiorino il figlio. Quest’ultimo poi visse quasi 100 anni, fino al 1987, quando io già ero al mondo.

Và detto che sia Fiorino che sua zia Fiora, essendo vissuti in epoca unitaria, hanno subito entrambi un condizionamento nel nome. Prima Fiora, chiamata Ferdinanda Fabbri, e poi Fiorino, il cui nome a livello legale è sempre rimasto Ferdinando Fabbri.
Eppure di Ferdinandismi non v’è traccia alcuna all’origine! Entrambi nacquero Fiora e Fiore rispettivamente, ed il cambio legislativo è probabilmente frutto della mentalità unitaria italiana che vedeva nel fiore il giglio di Firenze e la moneta di scambio del defunto Granducato, in un’opera di cancellazione della memoria preunitaria subdola ma visibile.


11 commenti

silviacavalieri · Ottobre 18, 2015 alle 7:37 am

Davvero molto interessante!

    alessiofabbri · Ottobre 18, 2015 alle 7:43 am

    Grazie mille!!! 😀 Mi fa piacere

ombradiunsorriso · Ottobre 18, 2015 alle 7:57 am

Bella ricerca

    alessiofabbri · Ottobre 18, 2015 alle 8:27 am

    Grazie di cuore 😀

lulasognatrice · Ottobre 18, 2015 alle 10:00 am

Interessantissimo!

giomag59 · Ottobre 20, 2015 alle 3:18 pm

Che storie! Certo che ne hai fatte di ricerche!

    alessiofabbri · Ottobre 21, 2015 alle 8:31 am

    Grazie. Eh sì, è la mia passione 🙂

GIORGIOVIOLA · Ottobre 22, 2015 alle 12:59 pm

Che bella storia

    alessiofabbri · Ottobre 24, 2015 alle 7:25 am

    Grazie Giorgio!!

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