continuumcopertinaCosa accade ad un’emozione? Dove va quell’energia che si sprigiona dal nostro essere? Mi sono posto questo interrogativo nella prima stesura di “Continuum“. L’idea era quella di scrivere cinque storie, apparentemente a sé stanti e senza alcunché in comune, ma legate da un sottile filo, da un rapporto di causa-effetto a volte invisibile o percettibile solo attraverso un’analisi dei fatti e delle cose.

Era il 2011 quando decisi di iniziare a scrivere questi racconti, e lo feci in Inglese. Poi scrissi altro, e quest’idea fu abbandonata in favore di altre intuizioni, di progetti diversi. Ho quindi deciso di rispolverare questi scritti, traducendoli in Italiano e variando alcune parti di essi (a quanto pare il mio stile narrativo si è evoluto)!
La prima storia, “Lo scialle di seta“, dà vita agli eventi che poi saranno ripresi nell’ultimo racconto, “La via del ritorno“, a settant’anni di distanza. Così quello che accade nel primo, finirà quasi per passare per leggenda o diceria nel corso dell’ultimo. Nel mezzo ci sono storie di altre persone, che in un modo o nell’altro sono legate l’una all’altra. Penso a Mary Porter, che appare nel primo racconto da bambina, e da adulta nel secondo, in “Purificazione“, dove cerca di capire l’origine del suo sentirsi inadeguata o senza un posto preciso nel mondo. Si susseguono così protagonisti diversi, ma connessi da una sorta di groviglio che dev’essere in qualche modo riconosciuto come tale ed, eventualmente, sciolto.

La scelta della copertina non è stata del tutto casuale. Ho voluto cercare qualcosa di simbolico, che rappresentasse sia continuità che rottura. L’anello (che mi fu donato da mia nonna nell’estate del 1993) è infatti rotto per colpa del tempo, ma ha compiuto il suo destino, è stato donato, è stato indossato e preserva ancora la sua forza evocativa.

La pagina dedicata a “Continuum” (con le descrizioni delle singole storie) è qui: Continuum (Pagina)
è acquistabile su Amazon.it e sarà GRATIS a partire dal 2 dicembre per 5 giorni in formato eBook.


2 commenti

Tale's Teller · Dicembre 14, 2015 alle 9:06 am

Mi rendo conto che fare paragoni sia sempre una mossa azzardata, visto che da semi apparentemente identici possano crescere piante completamente differenti, ma per essere certo di aver compreso correrrò il rischio.
Il principio è simile a quello di Cloud Atlas, ma con storie che si sviluppano indipendentemente l’una dall’altra invece che essere intrecciate dall’alternarsi del punto di vista?

    alessiofabbri · Dicembre 14, 2015 alle 12:09 pm

    No, sono cinque storie che possono ovviamente avere una loro identità definita. La concatenazione è dovuta al fatto che ci sono personaggi e le loro azioni che hanno comunque un impatto nella storia successiva. Per esempio, nella prima storia Mary Porter è una bambina e non è la protagonista della storia, mentre nella seconda sì. Ed in questa seconda storia appare Suor Beatrice, che è la zia di Adele Muller, che appare nella terza storia, etc…

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