Ricostruzione del volto di Francesca Pagliai

Ricostruzione del volto di Francesca Pagliai

Francesca è il nome della mia quadrisavola. Il suo nome apparve nei documenti (risalenti alla seconda metà dell’Ottocento) che certificavano la paternità e la maternità del mio ormai cinquantenne trisnonno Giovanni Fabbri. Mi parve affascinante e certamente retro che il nome del padre di Giovanni fosse Giovanni Battista: finalmente avevo un quadrisavolo! La madre di Giovanni, invece, era segnata come Francesca Falceri. Che cognome insolito! Cercandolo su internet, ben poco risulta disponibile!

Dovevo tornare molto più indietro, al battesimo del mio trisnonno. Da dove partire? Sapevo che Giovanni era nato il 14 giugno 1820 (o così credevo). Con un pizzico di fortuna avrei potuto addirittura scoprire chi fosse il padre di Francesca, dato che molti battesimi segnavano anche i nomi degli avi del battezzando. Così non fu, poiché negli anni ’20 dell’Ottocento già erano entrati in vigore i moduli dello Stato della Chiesa precompilati, dove non era necessario indicare il nome degli avi. Pazienza!

Per quanto cercassi, però, il battesimo di Giovanni non si trovava e, di conseguenza, nessuna informazione ulteriore sulla Francesca. Finché non iniziai a mettere in dubbio i dati in mio possesso.  Questo perché non era affatto insolito che nomi cambiassero nel tempo, e che cognomi prendessero altre forme. Allo stesso modo, anche le date erano soggette ad errori che, seppure commessi una volta sola, potevano poi tramandarsi di volta in volta fra i parroci che segnavano i dati delle proprie parrocchie. Aprendo quindi alla possibilità del dubbio sulla data dalla quale partire, venni a capo di una discrepanza importante, dovuta con ogni probabilità ad una non curanza di chi aveva compilato i dati del mio trisnonno nel corso degli anni. Il battesimo risultò coincidere con il resto dei dati in mio possesso, ma la madre, Francesca, aveva un cognome diverso: Pagliai. pagliai-falceriRiuscii a trovare conferma che il suo vero cognome era proprio quello. Come si spiega, quindi, il cambio del cognome? Le modifiche del cognome non erano cosa nuova per me: tempo fa ebbi modo di constatare un caso simile nel cognome della madre di Francesca, Alessandra Rabiti. In quel caso la ragione fu facilmente identificabile: Alessandra era stata “adottata” dal nuovo marito della madre.

Nel caso di Francesca, però, lei viene chiamata Pagliai per quasi tutto il corso della sua vita, apparendo nei documenti statali come Falceri solamente nella seconda metà dell’Ottocento, ormai anziana. Sono portato a pensare che Pagliai sia stato semplicemente storpiato in Falceri. Vediamo perchè:
Pagliai” nasconde già di suo una consonante che troveremo in “Falceri“: la R. infatti “Pagliari” viene spesso utilizzato anche in altri casi come cognome alternativo a Pagliai. Non dimentichiamo che basta rendere in dialetto locale la parola “Pagliari” per trovarci con “Paglieri” (Pajér). Passare dalla P alla F è un gioco di complicità fra consonanti sorde, ed il resto è facilmente imputabile ad errori grafici, di trascrizioni e riporti documentali. Aggiungerei che, un’altra ipotesi plausibile può essere un intervento a livello di documentazione civile, portato ad “italianizzare” il cognome “Pagliai”, attribuendo al mestiere in questione un nome più preciso e definito: “Falceri” (Coloro che falciano la paglia?) Queste sono tutte teorie


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