San Valentino 01Ogni volta che mi trovavo nelle vicinanze di Tredozio, pensavo con curiosità a quell’angolo del territorio che ancora non aveva esplorato nel quale, invece, mi ero imbattuto molte volte da un punto di vista documentale e di ricerca.
Infatti il fratello del mio trisnonno, Sebastiano Fabbri, aveva preso in gestione prima Borsignalino, e poi il Molinetto di Minosse attorno alla metà dell’Ottocento, entrambi poderi molto vicini a Tredozio paese, ma appartenenti alla parrocchia di San Valentino

L’antica chiesa di San Valentino, di cui altri miei colleghi ricercatori mi hanno spesso parlato, è infatti collocata in una parte del territorio che non si trova subito dietro Tredozio. Quando ho intrapreso questa ricerca avventurosa ho preso una stradina che si è rivelata essere molto più lunga di quello che mi aspettassi. Mentre la percorrevo, pensavo a tutti quei contadini o signori che si ritrovavano nel corso dei secoli scorsi a percorrerla per raggiungere l’antica pieve. Immagino quanta forza e impegno abbiamo dovuto perdurare per raggiungere quel luogo, che non solo era un punto di riferimento importante a livello religioso, ma ovviamente, essendo stata anche una sede importante per il territorio, anche un ente amministrativo vero e proprio, almeno dal Cinquecento. Ma la sua storia è decisamente più antica. Lo studioso Repetti, nell’Ottocento, segnava il 562 come anno della sua costruzione, e ne citava una ricostruzione attorno all’anno 1000, ma mi pare di aver capito che ci sono stati diversi interventi sull’edificio. Si dice anche che ci fossero più costruzioni attorno a questa Pieve, delle quali rimane ben poco. Anzi, l’impressione è che il luogo sia decisamente isolato. Il tempo ha cambiato l’antico assetto della zona. La lunga strada che porta a San Valentino è intitolata al Battaglione Corbari, un gruppo di partigiani che subì un feroce attacco nell’estate del 1944 nei pressi di un podere poco distante dalla Chiesa.

San Valentino 02Arrivo a San Valentino. La Chiesa sembra quasi adagiarsi su delle collinette che la circondano, quasi come in un abbraccio. Alcuni elementi architettonici mi ricordano uno stile ben preciso, quasi medievale. Non sono un esperto, ma questa è l’impressione che mi fa. Appare subito come un luogo di infinita tranquillità e pace. Una grande statua di Cristo con le braccia aperte sembra completare questa mia prima impressione, confermandola. È una giornata di primavera, e questo contribuisce ulteriormente a darmi un’impressione estremamente positiva di questo luogo, dove le storie di antichi signori e lavoratori di terre si intrecciano da secoli e secoli.

San Valentino 03Venire qui nel silenzio, e in una tiepida giornata di sole, può farti sentire delle energie che la sola foto non può richiamare. Trovarsi lì in quel momento significa ascoltare quello che la storia ha da dire. E se sono andato lì e ci sono andato in quell’esatto momento, significa che dovevo recepire qualcosa, conoscere qualcosa, arricchire il mio bagaglio culturale e spirituale.



L’immagine in evidenza proviene dal Registro di Censimento del 1841 al sito http://www.antenati.san.beniculturali.it/ 


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