Ortiche // La storia della famiglia Manetti nel Novecento

La storia della famiglia Manetti nel Novecento

Il mio nuovo romanzo breve, intitolato “Ortiche” è un lavoro che finalmente ha trovato una sua dimensione dopo tanto tempo. L’idea di parlare della famiglia della mia nonna materna, Angela Minguzzi, prima che lei nascesse, mi stimolava tantissimo.
Non avevo però ancora trovato la chiave narrativa giusta.

Avevo raccolto molti dati sulla famiglia Manetti, il cui soprannome era Sért: i Sarti. La rappresentante di quella famiglia a me più prossima era Vittorina, la madre di mia nonna.

Nata nel luglio del 1892 in via Strada Villanova 138 a Villanova di Bagnacavallo, era la prima figlia di Domenico Manetti ed Adele Farini, una famiglia di proprietari terrieri da generazioni. Sposò Pietro Minguzzi, della famiglia dei Bumbara (anche loro all’epoca possidenti) nel 1920. Ebbero quattro figli: Mario (1921), Maria (1922), Domenica (1924) ed Angela (1928).

Ma chi erano fratelli e sorelle della Vittorina? Era una famiglia molto numerosa.

 

La secondogenita dei Manetti era la Laurina. Nata nel dicembre 1895, si era innamorata del figlio del carbonaio, Arturo Zoli, sempre di Villanova. Erano scappati per mettere in chiaro la loro scelta di sposarsi, e così fu. Ebbero due figli: Maria (1915) e Manetto (1920). Più tardi andarono ad abitare a Mezzano.

Il terzogenito era Manetto. Nato nel dicembre 1896, era il primo figlio maschio. Ricevette il nome di un prozio prete che era morto qualche anno prima nei possedimenti della famiglia a Passo Segni, a Baricella (Bologna). Quando partì per il fronte rimase a stretto contatto con la famiglia grazie ad una fitta corrispondenza. Morì di influenza spagnola a pochi giorni dalla fine della Grande Guerra, nell’ottobre 1918.

Nella narrazione di “Ortiche“, i primi tre figli hanno un ruolo predominante. L’azione si svolge dal 1914 in avanti, e sono loro i più grandi. Le altre sorelle e fratelli sono la Felicina (nata nel 1900, detta la Balècca, ovvero la sciocca, poi sposata ad Innocente P.), l’Alma (nata nel 1901, poi sposata ad Amedeo M.), l‘Amedea (nata nel 1904, sposata a Roberto O.), la Grisostoma (nata nel 1906, detta la Mora, sposata ad Edmondo G.), Pietro (nato nel 1907, detto e Grèl, il grillo, o Bis-en, biscia, sposato a Lucia M.), l’Antonia (nata nel 1909, detta la Nina, sposata a Mario S., il tabaccaio di Traversara) e Grisostomo (nato nel 1911, detto Giaza, divenuto prete nel 1931 dopo anni di studio al seminario di Faenza).

Le tante lettere di Manetto sono state fondamentali per ricostruire alcuni dettagli della storia che ho voluto raccontare. Ringrazio quindi la mia cugina di secondo grado, Cristina, per aver condiviso con me queste importanti testimonianze conservate da sua nonna Maria. Senza di esse non avrei potuto conoscere tante informazioni e neppure intuire le dinamiche della famiglia.

“Ortiche” esplora tre fasi importanti nello sviluppo degli eventi per Vittorina e per la sua famiglia: la settimana rossa, la Grande guerra, il primo dopoguerra e l’avvento del fascismo.

I dati storici sulla famiglia Manetti:

Di seguito sono elencati i dati specifici sui Manetti, esclusivamente sul nucleo famigliare di Domenico. Purtroppo, essendo stati bruciati i registri dal 1897 durante la settimana rossa del 1914, non è possibile rintracciare i nomi di battesimo completi dei Manetti nati dopo il 1897.

  • Alessio Domenico Apollonio, nato il 9 febbraio 1868 da Pietro Manetti e Livia Contessi.
  • Adele Antonia Clotilde, nata il 4 aprile 1870 da Giovanni Grisostomo Farini e Rosa Ori.
  • Vittorina Celsa Innocenza, nata il 28 luglio 1892.
  • Laura Felicia Maria, nata il 10 dicembre 1895.
  • Manetto Carlo Domenico, nato il 18 dicembre 1896.
  • Felicina, nata l’8 luglio 1900.
  • Alma, nata il 30 agosto 1901.
  • Amedea, nata il 23 agosto 1904.
  • Grisostoma, nata il 27 gennaio 1906.
  • Pietro, nato il 19 dicembre 1907.
  • Antonia, nata il 29 ottobre 1909.
  • Grisostomo, nato il 27 luglio 1911.

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